Giancarlo Ligabue



Giancarlo Ligabue (Venezia 1931-2015) è stato imprenditore, esploratore, paleontologo e collezionista. Succedendo al padre Anacleto, dalla fine degli anni Sessanta Giancarlo Ligabue sviluppò - espandendola in tutto il mondo - l’attività di forniture e servizi navali fondata nel 1919. Studi di economia a Venezia, e successivamente un dottorato di ricerca in paleontologia alla Sorbona di Parigi, è stato autore di scoperte antropologiche, archeologiche e paleontropologiche. Ha portato alla luce giacimenti con fossili di ominidi ed ha scavato ed identificato molti esemplari di animali estinti, alcuni dei quali portano il suo nome come il Masrasector ligabuei, un creodeonte oligocenico; l’Araripescorpius ligabuei, uno scorpione cretacico; il Ligabue saurus leanzai (fine del cretaceo 110 milioni di anni fa) dinosauro rinvenuto in Argentina.

Negli anni Settanta, dopo importanti esplorazioni in Africa ed in Medio Oriente, fondò il Centro Studi e Ricerche - con sede a Venezia - che porta il suo nome. Nell’arco di mezzo secolo ha partecipato o diretto - collaborando con le principali università del mondo - 130 spedizioni scientifiche nei cinque continenti. Il valore delle sue attività scientifiche e di divulgazione è stato tra le motivazioni delle cinque lauree honoris causa conferitegli dalle università di Bologna, Venezia, Modena, Lima (Perù), Asgabat (Turkmenistan). Giancarlo Ligabue - ideatore della pubblicazione semestrale “Ligabue Magazine” - è stato anche editore di collane di archeologia, antropologia ed etnologia. Tra i titoli più importanti Il Pane e la chiglia (1985), Battriana (1988), Prima dell’Alfabeto (1989), Popoli in bilico (1990), Mongolia (1992), Ecce homo (1999), e I cavalieri delle steppe (2000). Ha prodotto, inoltre, oltre 70 documentari, molti dei quali diffusi dalla trasmissione televisiva “Quark” di Piero Angela e da altri programmi di reti italiane e straniere.

Nel 2000 a Parigi ottenne dall’Unesco il “Camera awards” per la divulgazione scientifica. Nel lungo elenco dei riconoscimenti e onorificenze spiccano la medaglia d’argento della Presidenza della Repubblica Italiana per meriti culturali e la nomina a Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana concessa nel maggio 2007 dal presidente Giorgio Napolitano per meriti culturali. Tra i premi, il “Canopo d’oro” (Chiusi) per l’editoria scientifica, il premio Amelia per la cultura (Venezia) e l’“Altino” per l’archeologia; e ancora il premio di Fiera di Primiero (Trento) per l’attività museale. Nella sua città, nel 1985, gli venne conferito il premio “Veneziano dell’anno”; nel 2009 il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, gli consegnò le chiavi della città.

Giancarlo Ligabue è stato per molti anni Console di Svezia, consigliere della Fondazione Giorgio Cini e della Fondazione Cassa di Risparmio di Venezia, socio dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere e Arti e presidente del Museo di Storia Naturale di Venezia, che accoglie centinaia di pezzi da lui donati, compreso lo scheletro di un intero dinosauro, l’oranosaurus nigeriensis, scavato nel deserto del Niger assieme al prof. Philippe Taquet.

 

Fondazione Giancarlo Ligabue



Alcune scoperte fatte nei 40 anni di attività del Centro Studi e Ricerche Ligabue sono ormai diventate parte della storia della paleontologia, archeologia ed etnologia.

Ritrovamenti che vanno dal grande dinosauro, Ouranosaurus nigeriensis scavato con il professor Philippe Taquet e conservato adesso a Venezia, ai recuperi fatti con Valter Alva nelle tombe di Sipan, della cultura antico peruviana dei Moche, ai ritrovamenti di importanti resti nelle tombe gelate dell’Altai dei famosi cavalieri Sciiti. Ma anche l’incontro – solo per citare qualche esempio – con gli ultimi rappresentanti di popolazioni in bilico nell’Amazzonia boliviana, nelle isole Filippine, nella foresta Lacandona (Messico). La strada delle esplorazioni del Centro Studi e Ricerche Ligabue - organizzazione senza scopo di lucro nata nel 1973 – ha portato a 130 spedizioni in tutti i continenti; tutte con la collaborazione di scienziati delle principali Università e Centri di ricerca mondiali. Quel percorso, durato decenni sui difficili sentieri del mondo, prosegue.

Il Centro Studi e Ricerche Ligabue si è trasformato, nel gennaio del 2016, in Fondazione Giancarlo Ligabue. In continuità con il padre Giancarlo Ligabue (scomparso nel gennaio 2015) il figlio Inti Ligabue ha deciso di proseguire l’attività – con un nuovo sistema organizzativo e di iniziative culturali – svolta fino a ieri dal Centro Studi e Ricerche Ligabue a livello internazionale e nazionale.

Un compito che continua sulle orme tracciate da un imprenditore-scienziato molto speciale, come è stato Giancarlo: studi di economia a Venezia, dottorato di ricerca in paleontologia alla Sorbona di Parigi e cinque lauree honoris causa; studioso, ricercatore, paleontologo, esploratore e collezionista.

La Fondazione è stata definita da Alberto Angela – direttore editoriale del Ligabue Magazine, il semestrale bilingue edito da quasi 35 anni – come “Un’arca della conoscenza, capace di affascinare e sorprendere chiunque abbia sete di sapere”.

La Fondazione Giancarlo Ligabue (premio Unesco per la divulgazione nel 2000), in perfetta continuità con il Centro Studi, tra i suoi scopi ha quello di favorire lo svolgimento di attività di promozione culturale e di ricerca con particolare riferimento ai settori dell’archeologia, antropologia, paleontologia, scienze naturali ed arti figurative, anche attraverso manifestazioni aperte al pubblico, mostre a tema, conferenze, pubblicazioni, editoria, consulenze scientifiche, restauri, erogazioni filantropiche, sia in Italia sia all’estero.

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